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Saranno ospitate nel Collegio dei Nobili.

Tra breve una realtà la collezione di fisarmoniche

Progettata la struttura espositiva e l’impianto di illuminazione dei 25 strumenti donati da Angiolino Vitelli. Testimonianze di due secoli di artigianato.

Procedono i lavori di allestimento per realizzare l’esposizione permanente di fisarmoniche che il Comune ha acquisito di recente. Sono stati realizzati, infatti, dall’Ufficio Tecnico del Comune i progetti per la teca espositiva e l’impianto di illuminazione per la corretta conservazione dei 25 esemplari che troveranno posto nella sala “San Filippo” del Collegio dei Nobili.

“Il Comune ha già destinato la somma per la realizzazione del mobile contenitore – spiega l’assessore al Patrimonio Giuseppe Grazioli –. Abbiamo scelto il rovere massello, un’essenza tipica di queste zone, per il mobile, che verrà realizzato in modo artigianale e sarà dotato di spot luminosi a basso consumo, con un sistema che preserverà gli strumenti dal danneggiamento. Nelle prossime settimane, non appena lo spazio espositivo sarà stato completato, si procederà con l’allestimento”.

Si tratta di 25 fisarmoniche che attraversano la storia degli ultimi due secoli dalla fine dell’Ottocento ai nostri giorni e ricostruiscono il percorso, sia tecnico sia decorativo, che ha interessato questo particolare strumento musicale. Nelle scorse settimane la Giunta aveva ratificato con una delibera l’acquisizione degli strumenti, donati da Angiolino Vitelli, cittadino di Bianconese di origini abruzzesi, con l’intento preciso di realizzazione di una esposizione permanente di strumenti musicali e materiale illustrativo affine, anche in considerazione del grande valore testimoniale e storico della collezione.

La storia della collezione di Angiolino Vitelli comincia circa 20 anni fa, anche in questo caso da una donazione. “Avevo ricevuto l’incarico di svuotare il garage di un vecchio musicista – ricorda Vitelli –. È stato lì che ho trovato i primi pezzi. Non avevo il coraggio di buttarli via, così li ho portati a casa e ho cominciato a ripulirli, a curarli”. Nel tempo si sono aggiunti altri strumenti, provenienti dal parmense ma anche da altre officine italiane ed internazionali: francesi, belghe, russe e americane.
 
“A Parma – prosegue il collezionista, che è anche musicista autodidatta e collabora ad un corso locale di studio di fisarmonica per ragazzi – c’era una lunga tradizione: alcuni laboratori erano conosciuti e rinomati sul territorio nazionale. Come il laboratorio “Bocchi e Figli” a San Pancrazio, per esempio. In seguito mi sono accorto che questi strumenti non interessavano solo me: quando mi chiamavano sulle piazze ad esibirmi con la fisarmonica mi portavo sempre dietro uno o più pezzi storici, destando grande curiosità”.
 
L’amore per questi strumenti ha portato Vitelli ad entrare in contatto con artigiani e musicisti. Tra questi Giuliano Cameli, campione mondiale di organetto e considerato oggi un ambasciatore nel mondo per questo strumento, premiato proprio in questi giorni a Parma per la sua attività di volontariato.

“Ci siamo conosciuti durante una fiera del settore, a Pesaro – prosegue Vitelli –. Grazie a lui sono entrato in contatto con le officine storiche di produzione degli strumenti e ho approfondito la conoscenza degli strumenti. Ogni pezzo ha la sua personalità e si differenzia dagli altri per costruzione, modelli, materiali usati, qualità acustica ed estetica. La donazione al Comune nasce dalla volontà far diventare questa collezione un patrimonio comune, conosciuto da tutti, proprio qui dove la tradizione è diffusa e abbiamo avuto artisti del calibro di Gigi Stok”.

 

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Proprietà dell'articolo
autore: Gaia Lauria
fonte: Ufficio Comunicazione
creato: lunedì 16 aprile 2012
modificato: lunedì 16 aprile 2012